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CONCERTO
Senza parlare camminavamo tra i prati.
Lento scorreva il fiume, temendo di far rumore.
Nell'agreste atmosfera, melodia era il canto degli uccelli,
un coro ci parve l'allegro frinire di gaie cicale.
Si insinuò tra le fronde un vento dispettoso,
eppur creò sonorità soavi col frusciar delle foglie.
Ma ecco il rimbombare d'un tuono improvviso,
come l'eco d'un tamburo lontano.
E un altro, un altro ancora...
Poi la pioggia ci colse,
dapprima lieve, via via più potente.
Pur bagnati, ci catturò il suo ritmo travolgente,
ci inebriò lo scalpiccio dei piedi nell'acqua piovana.
E il fiume, divenuto impetuoso,
cantava a squarciagola una liquida canzone.
Ogni suono era musica,
anche i tonfi fragorosi dei sassi
che la corrente trascinava con sé.
Infine il temporale cessò,
per un attimo ci fu un silenzio magico...
Un cinguettio si levò dalla campagna
e, nella meraviglia dell'arcobaleno,
la natura donò un nuovo concerto.